“I CATTOLICI NELLA VITA PUBBLICA, DALL’APPARIRE ALL’ESSERE, DAL POTERE AL SERVIZIO” ESITO NUOVO INCONTRO CON PADRE COSTA E ONOREVOLI BALDASSARRI, BELISARIO, ROCCELLA.

E’ stato un confronto a più voci quello che ha preso vita oggi presso la Sala dei Marmi della Provincia di Pescara su I Cattolici nella vita pubblicadallapparire allessere, dal potere al servizio” , organizzato dall’associazione Articolo 3 – Liberi e Uguali che in ottobre aveva già promosso un primo evento, inaugurando così una serie di incontri dedicati alla Politica Bella.
Argomento percorso insieme a voci del mondo cattolico, come quella di padre Giacomo Costa, gesuita edirettore della rivista “Aggiornamenti sociali” fondata da padre Bartolomeo Sorge e da anni suo stretto collaboratore e voci di politici cattolici come gli onorevoli Mario Baldassarri (Futuro e Libertà), Felice Belisario (Italia dei Valori), Eugenia Roccella (Popolo della Libertà).
Un tributo a Lucio Dalla ha aperto i lavori, alcuni versi della canzone Se io fossi un angelo, citati dalla presidente di Articolo 3, Antonella Allegrino, per introdurre argomento e relazioni: “Dalla cantava, io so che gli angeli sono milioni di milioni, sono i più poveri e i più buoni – ha esordito – e credo che una riflessione sull’amore gratuito non esuli affatto dal nostro tema e dall’impegno dei cattolici in politica. Un tema che continua a suscitare interesse e che percorreremo ancora, perché la risposta ai nostri incontri, si traduce in un bisogno di partecipazione che è positivo e va stimolato. Per questo abbiamo voluto concentrare il secondo incontro sull’argomento sui contenuti e sui condizionamenti che spesso distraggono il politico dall’essere e lo conducono all’apparire. Lo portano cioé lontano da quel concetto di trasfigurazione espresso dal Vangelo, che indica che il posto del cristiano debba essere invece quello dove si trova un uomo per il quale si possa lavorare, affinché la sua vita possa essere migliore: le città, i territori, promuovendone lo sviluppo che è la vera espressione della nostra partecipazione e dell’amore per l’altro messo in pratica”.
Ha esordito citando una dichiarazione forte del cardinal Bagnasco, padre Giacomo Costa: “Bisogna purificare l’aria perché le nuove generazioni non siano avvelenate – così il direttore di Aggiornamenti sociali – Questa frase si riferisce ad almeno due milioni di giovani che non hanno lavoro e non studiano e non desiderano. Serve una svolta, sarebbe bello immaginare di poter tornare a desiderare, perché senza desideri la società non va avanti”. Padre Costa ha parlato anche dei nuovi media e della voglia di rinnovamento e partecipazione che gira nella rete, nei social network, su cui la politica deve riflettere e di cui deve tenere conto: “Questo testimonia quanto sia sentita l’esigenza di riappropriarsi della vita democratica del Paese ed è uno stimolo alla politica e anche all’ideologia dell’anti-politica. Considerato il contributo dato dai cattolici alla storia delle istituzioni democratiche nazionali ed internazionali è importante ritrovare occasioni per ridare alla politica il suo valore”. Sia attraverso la visibilità della chiesa “Altissima a livello mediatico in Italia come non accade altrove”, sia attraverso la politica ma non un partito unico di cattolici, ha sottolineato padre Costa: “La fede non può essere sponsor di un partito, chi lo afferma va contro il pensiero della Chiesa. Il cattolico si esprime anche in modo trasversale, ma per essere luce del mondo e sale della terra, non bisogna solo apparire cattolici, ma essere autentici, vivere la fede e averne competenza, trasmettere speranza verso le istituzioni democratiche, essere leader autorevoli, quindi non carismatici o competenti, ma autorevoli, che dal latino augeo vuol dire permettere ad altri di crescere e assumere responsabilità. Soffia un vento nuovo – ha concluso – che chiama ognuno ad assumersi le proprie responsabilità, dobbiamo tutti tenerne conto”.
“Bisogna cambiare l’aria nelle stanze del potere”, ha aggiunto invece il senatore Felice Belisario, presidente del gruppo Idv a Palazzo Madama. Cita l’esempio dei grandi cattolici in politica, Aldo Moro compreso e puntualizza: “Non si può non portare ogni giorno con sé il proprio essere cristiano, nei palazzi della politica, sulle pareti del Transatlantico non c’è un crocifisso che ricordi l’immanenza e la trascendenza di Cristo, ma ognuno deve ispirare tutto quello che fa alla propria fede, dare voce a chi non ce l’ha, mettere in pratica valori che ci appartengono da sempre e che ispirano la nostra vita di cattolici”.
Incisivo l’intervento dell’onorevole Pdl Eugenia Roccella, giornalista ed ex sottosegretario al Welfare, ex portavoce del Family Day: “Non vengo dalla politica, ma vi posso dire che non ho mai lavorato tanto come quando ero sottosegretario – ha esordito – Questo nuovo disprezzo per la politica non va bene. La casta non è la casta e non è il luogo del male. E non è vero che la casta dei politici ha più privilegi di altre caste: tutti siamo peccatori e intrisi di bene e male, dobbiamo scegliere con fatica il bene. Il problema è che forse tutti dovremmo interrogarci sulla crisi attuale e sertircene partecipi. Come cattolici dovremmo riportare l’attenzione sull’umano ed agire a difesa di quello, scegliere a favore della vita e rispettare l’altro anche facendo politica, non guardandolo come avversario o nemico. Insieme si possono fare tante cose se lo si vuole”.
Conclude gli interventi il senatore, oggi di Futuro e Libertà, Mario Baldassarri, già sottosegretario a Finanze ed Economia fino al 2006: “Dobbiamo smettere di essere ipocriti – ha detto – e avere il coraggio di dire che oggi si è passati dall’essere all’apparire, non solo nella politica, ma anche nella società civile. Il problema è: il cattolico è diverso? E poi, i cattolici devono stare per forza insieme? E come? Io da cattolico credo che il Padreterno sia ottimista, perché non costringendo l’uomo ad essere buono o cattivo, bello o brutto, ha scommesso su tutti noi. Sta a noi rendere positiva questa scommessa. Per farlo non va un partito unico, perché si rischia che non abbia contenuto, né vanno tanti partiti, perché poi si perdono i valori. Dobbiamo capire come stare insieme per essere davvero lievito per la società, poggiando su due gambe: da una parte la vita di famiglie e imprese, dall’altra lo Stato e le regole”. 

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